il commissario Uricchio
Mancano meno di quattro mesi alla quarta edizione del “TEF – Taranto Eco Forum”, l’evento cardine del dibattito nazionale e internazionale sui temi della sostenibilità e dell’innovazione, ma il Comitato Tecnico Scientifico è già al lavoro per definire il programma delle tavole rotonde che si svilupperanno nelle due giornate del 21 e 22 maggio.
Coordinata da Vito Felice Uricchio, guida storica del CTS, nonché Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, la prima riunione plenaria tenuta lo scorso 2 febbraio ha messo insieme i contributi di istituzioni, mondo accademico, imprese e, più in generale, stakeholder, per avviare la complessa macchina organizzativa che vede al timone Eurota ETS, Futureventi, RemTech Expo e Ferrara Expo, con il concreto sostegno e contributo di numerose realtà.
Oltre 50 soggetti hanno messo sul tavolo idee, iniziative, progetti, sostanza di un percorso che è consolidato nella forma, ma sempre innovativo negli esiti. Perché anche il TEF 2026 rispetterà la sua vocazione di evento “aperto”, motore di connessioni che hanno già lasciato nel territorio segnali tangibili.
«Il TEF 2026 si riconferma quale crocevia elettivo di preminente rilievo nazionale ed internazionale – le parole di Uricchio – per declinare, con rigore scientifico e lungimiranza strategica, le sfide della rigenerazione attiva. In questa quarta edizione, ci prefiggiamo di consolidare un modello di governance dove l’osmosi tra le istituzioni, l’accademia e il tessuto imprenditoriale non sia solo un auspicio, ma una prassi operativa consolidata. La nostra missione, in piena consonanza con le direttrici strategiche del “Made in Italy 2030”, è quella di trasmutare le passività ambientali in asset di sviluppo economico. Il nostro obiettivo ultimo resta la ricerca di un equilibrio armonico tra l'inarrestabile spinta al progresso e l'imperativo categorico della tutela ambientale. Taranto, oggi più che mai, assurge a laboratorio di un nuovo paradigma di civiltà, dove l'etica d'impresa e la sostenibilità ambientale si fondono in un progetto corale a presidio del bene comune».
Particolarmente soddisfatti gli organizzatori del TEF 2026, rappresentati da Patrick Poggi (Eurota ETS) e Silvia Paparella (RemTech Expo).
«L’occasione che il TEF ci offre ancora una volta – le parole di Poggi – è di confrontarci al più alto livello possibile rispetto a temi che stanno cambiando le politiche economiche e sociali del mondo intero e, di conseguenza, le vite dei singoli. Un’opportunità preziosa, quindi, che decliniamo attraverso il coinvolgimento di tanti partner istituzionali e privati che riversano nel CTS queste prospettive, con l’obiettivo di costruire un evento che non sia fine a sé stesso, ma valore da condividere. Il TEF è cresciuto insieme con l’importanza che determinati settori, a partire dall’innovazione e dalla sostenibilità, per finire alla responsabilità sociale, hanno assunto nelle agende dei governi e delle imprese come elementi di imprescindibile integrazione per migliorare la vita delle comunità: siamo fieri di aver aperto una strada, che intendiamo percorrere ancora a lungo».
«Il TEF rappresenta un importante momento di riflessione e confronto – ha dichiarato Paparella – sui temi della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile. In un contesto globale che richiede azioni concrete e urgenti per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della tutela del territorio, è fondamentale promuovere politiche e pratiche che coniughino crescita economica, protezione dell'ambiente e benessere delle comunità. La transizione energetica e la tutela del territorio sono obiettivi strategici per il futuro del nostro Paese. È questo il messaggio chiaro e puntuale emerso in occasione della riunione plenaria del CTS e da tutti gli attori riunitisi per lavorare insieme in vista della quarta edizione del TEF».
Il CTS tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, con appuntamenti dedicati esclusivamente ai coordinatori delle tavole rotonde che si articoleranno nelle aree d’interesse scelte per l’edizione 2026: bonifiche, biorisanamento e rigenerazione attiva, valorizzazione dei rifiuti ed economia circolare; transizione energetica, energie rinnovabili e produzione di idrogeno; ecosistema chimico abilitante, risorsa idrica, agritech e comparto tessile; blue economy e mobilità sostenibile; innovazione abilitante e sviluppo 4.0, intelligenza artificiale, cybersecurity, big data, monitoraggi ambientali, startup innovative e space economy; responsabilità sociale d’impresa, società benefit e cultura della sicurezza aziendale.
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