
Un anno di reclusione per aver tentato di adescare un minore. Il 4 marzo scorso, la sezione distaccata di Taranto della Corte d’appello di Lecce ha confermato la sentenza di primo grado con la quale un 31enne castellanetano era stato condannato con rito abbreviato per aver sedotto con lusinghe un suo vicino di casa, appena dodicenne.
L’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 27 anni, prima invitò il ragazzino a giocare online e poi lo contattò su Instagram, chiedendogli se fosse fidanzato: «Se si, beata lei» si legge e poi ancora «Sei il mio fratello carnale… per te ci sono sempre… I love you». Fino a frasi decisamente più spinte: «Ti piace il mio outfit? Mi fai vedere il tuo? Da casa mia vedo il tuo balcone». Messaggi che non passarono inosservati agli occhi dei genitori della vittima che, tramite l’avvocato Cristiano Rizzi, denunciarono tutto.
Così, il 19 aprile 2024 il gup del tribunale di Taranto condannò in primo grado l’imputato negandogli le attenuanti generiche per la modalità di esecuzione del fatto e «per la sua negativa personalità, già irrevocabilmente giudicata per analoghe condotte». Nel 2017, infatti, quando l’uomo aveva 23 anni, fu condannato a 2 anni di reclusione con sospensione condizionale della pena per detenzione di materiale pornografico continuato e per corruzione continuata di minorenne.
Stavolta, la difesa aveva chiesto la sua assoluzione con formula di giustizia in particolare per divergenze sostanziali tra quanto descritto dai genitori del giovanissimo e quanto dichiarato da quest’ultimo in merito al contenuto dei messaggi ricevuti. Conversazioni in chat e immagini inviate talvolta in modalità effimera (con cancellazione a tempo) che i giudici hanno però ritenuto tutt’altro che congrue a comportamenti da adulto, considerata la limitata durata di un’amicizia virtuale.
Una strana “amicizia” sviluppata in pochi giorni, protratta per un paio di mesi e condita da particolari espressioni di fratellanza e di affetto. Dettagli che alla fine sono costati cari al 31enne che stando alle parole dei giudici avrebbe adottato in più occasioni «una condotta esecutiva particolarmente sfacciata»: per esempio, nel novembre del 2022, dopo la formalizzazione della denuncia a suo carico, avrebbe eseguito con la sua vettura manovre pericolose in prossimità del giovanissimo, in quell’occasione visibilmente spaventato.
Oltre alla condanna e al pagamento di tutte le spese, il 31enne è stato interdetto temporaneamente dai pubblici uffici e per sempre da qualunque ufficio o istituzione pubblica o privata frequentati prevalentemente da minori.
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