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Nessuna truffa alla Asl: incubo finito per il dottor Giungato

Sorride il medico chirurgo Simone Giungato Sorride il medico chirurgo Simone Giungato

Il fatto non sussiste: fine di un incubo per il medico chirurgo Simone Giungato. Lo scorso 13 gennaio, con rito abbreviato condizionato, il gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere lo ha assolto con formula piena dall’accusa di truffa pluriaggravata nei confronti della Asl di Taranto. Il dottor Giungato, all’epoca dei fatti candidato sindaco del Comune di Castellaneta, era stato accusato di aver erogato prestazioni sanitarie nell’ospedale «San Pio», bypassando le liste d’attesa ed eludendo i pagamenti al Cup, provocando un danno patrimoniale di rilevante gravità con lo scopo di consolidare e ampliare il suo consenso elettorale in vista delle imminenti elezioni amministrative. Accuse oggi risultate del tutto infondate.

Per il medico l’incubo cominciò nella primavera del 2022, una manciata di giorni prima delle elezioni comunali che a Castellaneta videro sfidarsi tre candidati sindaco: Alfredino Cellamare per il centrodestra, Giambattista Di Pippa per il centrosinistra e come detto proprio Giungato, con una coalizione composta dalle civiche «Castellaneta 3.0» e «Sconvolgiamo Castellaneta» e dal «Movimento 5 Stelle».

Si votò il 12 giugno ma il 31 maggio dello stesso anno la Guardia di Finanza eseguì un decreto di perquisizione nei confronti del medico-candidato sindaco: i finanzieri estesero l’attività di perquisizione anche all’auto e allo studio privato di Giungato che, difeso dall’avvocato Cristiano Rizzi, respinse fermamente ogni accusa sin dal primo momento, proclamandosi innocente anche dai palchi dei comizi di piazza.

Le indagini della procura ionica furono avviate in seguito a una missiva anonima, inviata anche a Questura, Carabinieri, Fiamme Gialle e sindaco di Castellaneta, che informava circa un presunto sistema di voto di scambio nella “pancia” del San Pio di Castellaneta: visite gratuite, esami senza alcuna traccia, referti in bianco e aggiramento delle liste d’attesa in barba a protocolli e a ogni controllo. Stando al contenuto dell’esposto, che puntava il dito anche su altri politici locali, dirigenti medici e direttori sanitari accusati di indolenza e di omessa denuncia, l’ospedale della città di Valentino in quel periodo sarebbe stato ridotto a una sorta di “segreteria politica” di Giungato, per garantirgli un corposo bacino di voti in vista del rush finale.

Ogni accusa, come detto è poi stata rispedita al mittente: durante le diverse udienze è stata acquisita tutta la documentazione prodotta dalla difesa, Giungato si è sottoposto più volte all’esame ed è stato ascoltato anche l’allora responsabile delle liste d'attesa della Asl.

«L’onestà e la professionalità paga sempre» ha dichiarato il dottor Giuganto.  «Oggi – ha aggiunto il medico - la giustizia ha confermato ciò che sono: una persona onesta e un professionista che hanno tentato di infangare senza averne alcuna possibilità».

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