Anna Di Fonzo con la sua opera prima
© Anna Di Fonzo
Il panorama letterario contemporaneo si arricchisce di una voce nuova e sorprendentemente matura che, a soli 16 anni, sfida le convenzioni della narrativa tradizionale.
Domenica 19 aprile, alle 18:30 a Masseria La Grande Quercia a Mottola, si è svolta la presentazione ufficiale di "Bozzetti di epica familiare – saghe bonsai da un passato (im)probabile", l'opera prima di Anna Di Fonzo.
Edito da Divergenze nella collana "Fiori di carta", dedicata ai talenti più promettenti, il volume segna l'esordio di quella che è già stata definita una delle penne più precoci e originali d'Europa.
Nata il primo febbraio 2010, studentessa del liceo classico di Gioia del Colle, l'autrice porta nel testo la sua passione per la fotografia e il dettaglio, trasformando la scrittura in uno spazio di esplorazione generazionale.
L'opera si muove con agilità tra la novella e la sperimentazione, mettendo in scena due saghe familiari in miniatura dove frammenti di memoria e invenzione si intrecciano indissolubilmente.
In pagine volutamente spoglie di orpelli ma cariche di dignità e "urti" emotivi, Di Fonzo recupera un patrimonio sociale in gran parte perduto, raccontando episodi quotidiani che assumono la statura di piccole mitologie domestiche.
Lo stile, fresco e a tratti beffardo, guida il lettore attraverso le ombre del passato per insegnare ad amare la luce del presente, offrendo istanze di autonomia emotiva prive di facili pietismi.
Dalla vicenda di Luigino Picciafoco e della sua industria di cappelli di paglia all'alba del Novecento, emerge una narrazione capace di interrogare la tradizione con uno sguardo obliquo e profondo.
Anche la cura materica del libro riflette l'originalità del progetto: la copertina color "raw olive" omaggia contemporaneamente le foreste toscane e gli ulivi pugliesi, simboli di un'identità radicata ma aperta al mondo.
L'incontro di domenica ha rappresentato un momento di dialogo aperto con l'autrice, offrendo al pubblico l'occasione di scoprire come i racconti della tradizione possano trasformarsi, attraverso la sensibilità di una giovane scrittrice, in una voce narrativa potente e riconoscibile, capace di rinnovare la forma breve della narrativa italiana.
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