
Ora sembra soltanto un originale spartitraffico, ma fino a qualche anno fa occupava lo spazio d’angolo fra via san Martino e via Stazione.
È un segno religioso quella colonna lapidea, poggiata su un piedistallo, al centro dell’incrocio stradale.
Le foto
È alta cinque metri, sormontata da un capitello corinzio e su questo il globo terracqueo su cui si erge una croce in ferro.
La colonna reca alla base un’epigrafe: “A GESU’ REDENTORE 1905”, anno in cui fu realizzata per ricordare una precedente croce lignea innalzata a memoria della Missione dei Padri Passionisti, a gennaio del 1892.
Era accaduto che nella notte tra il 16 e il 17 maggio 1905 la croce lignea era stata vandalizzata da ignoti, creando sgomento nel mondo dei fedeli.
Al misfatto si volle riparare subito e su iniziativa del vescovo pro-tempore fra Giocondo De Nittis (a Castellaneta dal 1886 al 1908), e tra l’entusiasmo dei fedeli, fu dato incarico all’artista Cesareo Percoco di realizzare una colonna più duratura, in pietra.
Così il 21 novembre del 1905 monsignor De Nittis benedisse “alla presenza di oltre settemila fedeli” (così si racconta) il ripristinato segno della Redenzione.
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