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Un pomeriggio a Castellaneta Marina si trasforma in un incubo: lieto fine per una donna

Carabinieri - Massafra Carabinieri - Massafra

Nella nottata del 22 maggio, a Massafra, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno arrestato in flagranza un 32enne barese, presunto responsabile di atti persecutori, violenza privata e lesioni personali ai danni della compagna.

Determinante, ai fini dell’intervento e della messa in salvo della vittima, sarebbe stato un semplice ma eloquente gesto della mano: il “Signal for Help”, il segnale internazionale silenzioso utilizzato dalle vittime di violenza per chiedere aiuto senza parlare.

Secondo quanto ricostruito, la coppia avrebbe trascorso il pomeriggio a Castellaneta Marina.

Durante il viaggio di ritorno, lungo la SS100, sarebbe nata una violenta lite per futili motivi. L’uomo avrebbe colpito la donna al volto e, successivamente, dopo aver fermato l’auto in un’area di servizio, avrebbe continuato ad aggredirla verbalmente, sottraendole anche il cellulare con cui la vittima aveva tentato di contattare il 112.

Proprio durante quella sosta, la donna, notando la presenza di un’altra vettura, avrebbe trovato la forza di compiere il gesto universale di richiesta d’aiuto: una mano alzata, il pollice piegato sul palmo e le dita richiuse sopra di esso. Un segnale discreto ma inequivocabile, immediatamente compreso dagli occupanti dell’altra auto, che hanno allertato il 112 e seguito il veicolo della coppia senza mai perderlo di vista.

Poco dopo, l’uomo avrebbe imboccato una strada interpoderale dove, secondo l’accusa, avrebbe nuovamente aggredito la compagna, afferrandola violentemente al collo e minacciandola di morte.

In un momento di estremo coraggio, la donna avrebbe simulato un malore riuscendo così a divincolarsi, scendere dall’auto e rifugiarsi nel veicolo delle persone che avevano compreso la sua silenziosa richiesta d’aiuto.

L’immediato intervento dei Carabinieri ha consentito di bloccare il 32enne e mettere in sicurezza la vittima.

La donna, sotto shock e con evidenti lesioni al volto e al collo, è stata trasportata nell’ospedale di Castellaneta, dove i sanitari l’hanno giudicata guaribile in diversi giorni.

L’uomo, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, al termine delle formalità di rito e su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stato condotto nel carcere di Taranto.

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