Questa mattina, alla Community Library di Massafra in via Vittorio Veneto 15, l’associazione di promozione sociale Scià Massafra ha presentato e lanciato un progetto di monitoraggio della qualità dell’aria che prevede 3 sensori e una piattaforma digitale consultabile dai cittadini, con l’obiettivo dichiarato di rendere i dati ambientali più chiari, condivisi e utili alla comunità, puntando su partecipazione ed educazione ambientale.
L’iniziativa si inserisce nella consuetudine dell’associazione di aprire l’anno con una novità: dopo il podcast “Da Ponte a Ponte” lanciato lo scorso anno, l’attenzione si sposta ora sul tema ambientale, con un progetto che mira a coinvolgere direttamente la cittadinanza nella lettura e nella condivisione dei dati.
Nel corso dell’incontro, Scià Massafra ha definito la presentazione come «un’iniziativa di kick-off, cioè di lancio di progetto», sottolineando che il lavoro sarà «tanto più efficace quanto la cittadinanza si renderà protagonista» e contribuirà con spunti e proposte. Al centro, secondo quanto riferito, c’è l’educazione ambientale, con l’intenzione di avviare attività anche con le scuole: «Il nostro punto di riferimento è l’educazione ambientale, e parte dai giovani cittadini del territorio».
L’associazione ha annunciato che il progetto sarà presentato ufficialmente al Comune e che i sensori saranno installati «auspicabilmente in 3 luoghi pubblici» e «molto diversi tra loro», anche in relazione a viabilità e traffico, per osservare come «variano i parametri». Dopo questa fase, è prevista «la vera e propria attività di divulgazione e coinvolgimento cittadino», con l’alimentazione della piattaforma dati consultabile da tutti e l’idea di unire sensibilizzazione e gaming per comunità più inclusive e sostenibili.
Sul piano tecnico, Scià Massafra ha spiegato che il monitoraggio è soprattutto «uno strumento» per quantificare, per quanto possibile, variabili fisiche: particolato (pm), temperatura, umidità e altri fattori utili a indicare la possibile qualità dell’aria. Quanto ai risultati attesi, la posizione riferita è prudente: «Non lo sappiamo», hanno detto, spiegando che una valutazione potrà arrivare «tra qualche mese», dopo l’avvio dei sensori.
L’associazione ha quindi ribadito l’auspicio di una partecipazione attiva, sia come crescita di consapevolezza sul tema, sia come supporto all’eventuale ampliamento della rete di sensori e ad azioni quotidiane individuali, come un «utilizzo ridotto di automobili». È stato inoltre evidenziato che l’associazione è «aperta al dialogo» anche su ulteriori punti di installazione, oltre alle tre proposte iniziali.
Per la consultazione dei dati sarà messa a disposizione una piattaforma via web e su smartphone: l’accesso avverrà tramite QR code e permetterà di verificare le informazioni nella zona dei sensori. È stato citato anche un sistema di interazione facilitata, ispirato a logiche di intelligenza artificiale, per «dialogare con il sistema ed estrapolare le informazioni in maniera semplice».
Nelle intenzioni espresse durante il kick-off, la raccolta e la lettura dei dati dovrebbero diventare un patrimonio condiviso, con ricadute attese in termini di informazione e consapevolezza ambientale. La riuscita del progetto, hanno ribadito, dipenderà dalla partecipazione della comunità e dalla capacità di trasformare la misurazione in uno strumento di coinvolgimento e responsabilità collettiva.
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