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Scalera lancia l'ennesimo allarme: «Pronto soccorso a rischio paralisi dal 3 agosto»

Scalera al Pronto soccorso Scalera al Pronto soccorso

Dal prossimo 3 agosto, il Pronto soccorso dell’ospedale San Pio di Castellaneta potrebbe non essere più in grado di garantire la copertura dei turni, determinando il blocco del presidio d’emergenza ionico.

A denunciare lo scenario è il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, il quale paventa il collasso di una struttura considerata strategica per l’area occidentale della provincia di Taranto, per l’arco ionico e per i territori confinanti con i territori di Bari e Matera.

Il segretario della terza commissione Sanità ha depositato una richiesta di convocazione urgente in audizione dell’assessore regionale alla Sanità, del direttore del dipartimento Salute, della direzione strategica della Asl Taranto, della direzione medica del nosocomio e delle organizzazioni sindacali di categoria per fare piena luce sulle criticità gestionali dell’infrastruttura.

Secondo la ricostruzione del consigliere regionale, la pianta organica del reparto di emergenza-urgenza prevedrebbe dodici dirigenti medici oltre al direttore della struttura complessa, a fronte di una presenza effettiva attuale che sarebbe ridotta ad appena quattro unità più il responsabile.

Una carenza di personale definita insostenibile, in particolare nel periodo estivo quando il bacino d’utenza crescerebbe in modo esponenziale per i flussi turistici, aggravando la gestione di un’osservazione breve intensiva dotata di otto posti letto costantemente occupati da pazienti complessi. Scalera contesta inoltre il taglio delle prestazioni aggiuntive, giudicate invece indispensabili per il mantenimento dei servizi, e il mancato pagamento delle spettanze dovute ai medici per le turnazioni svolte nei mesi di maggio e giugno.

Sulla gravità della situazione del nosocomio ionico ha dichiarato: «Il San Pio di Castellaneta è arrivato al punto di non ritorno. Se qualcuno pensa di smantellare questo ospedale nel silenzio generale, sappia che dovrà assumersene davanti ai cittadini tutta la responsabilità politica e amministrativa».

L’iniziativa ispettiva punterebbe a verificare le indiscrezioni sul depotenziamento complessivo dell’ospedale, che riguarderebbero la possibile chiusura del punto nascita, la riduzione dei posti letto nei reparti di medicina e chirurgia, il progressivo svuotamento di ortopedia e la contrazione delle attività chirurgiche e ambulatoriali, oltre ai riflessi della deliberazione numero 51 della Asl Taranto.

L’esponente politico ha voluto stigmatizzare la distanza tra la crisi della sanità territoriale e la programmazione regionale dei grandi eventi, richiamando le istituzioni alle proprie responsabilità: «È intollerabile che tutto questo accada mentre la Regione continua a parlare di rilancio della sanità pubblica e la provincia di Taranto si prepara a ospitare un evento internazionale come i Giochi del Mediterraneo. Non si possono inaugurare opere, tagliare nastri e organizzare grandi eventi mentre, lontano dai riflettori, si lascia morire un ospedale strategico».

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