Rinasce la palazzina di via Trento, le famiglie tornano a casa
© Francesco Viesti
Si chiude ufficialmente oggi, giovedì 18 giugno, una delle pagine più dolorose della recente cronaca cittadina di Massafra.
Alle ore 11:00 di questa mattina, i residenti e le istituzioni locali si sono riuniti dinanzi al rinnovato complesso condominiale situato in via Trento 135 per una solenne cerimonia di benedizione dello stabile, officiata dal vescovo della diocesi di Castellaneta, mons. Sabino Iannuzzi.
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Il momento celebrativo ha sancito ufficialmente il rientro dei nuclei familiari all'interno delle proprie abitazioni, dichiarate nuovamente agibili, sicure e interamente ristrutturate a seguito di una lunga trafila di verifiche e collaudi tecnici.
I messaggi emersi dall'evento mettono al centro la rinascita urbana, la resilienza comunitaria, la sicurezza abitativa e il valore della solidarietà sociale.
L'evento è stato accompagnato da una celebre massima filosofica legata alla capacità di risollevarsi dopo ogni caduta.
All'appuntamento ha preso parte il sindaco di Massafra, Giancarla Zaccaro, insieme all'ingegnere Salvatore Fiore, che ha coordinato la complessa esecuzione dei lavori di ripristino strutturale, e all'amministratore del condominio, Simona Bellofiore.
L'odierno rientro a casa ha suscitato una profonda commozione tra gli inquilini, in gran parte persone anziane, che per oltre quattro anni hanno dovuto convivere con i disagi del ricollocamento temporaneo senza mai perdere la speranza di riappropriarsi della propria dimora.
La fine dell'emergenza abitativa rappresenta un successo amministrativo e logistico per la comunità di Massafra, che è riuscita a sanare una ferita profonda senza disperdere il proprio tessuto sociale originario.
La vicenda ebbe inizio nel primo pomeriggio dell'11 aprile 2022, quando un devastante incendio di probabile matrice dolosa si sviluppò nei locali seminterrati dell'edificio, allora adibiti a deposito di materassi. Le fiamme e il denso fumo nero che avvolse la città resero immediatamente inagibile l'intero palazzo, imponendo l'evacuazione d'urgenza di circa 20 famiglie. Nelle ore successive al disastro, il Comune coordinò una rete di prima accoglienza distribuendo gli sfollati tra parenti, il palazzetto dello sport e le stanze del monastero di San Benedetto messe a disposizione dalla Caritas.
Il completamento delle opere di consolidamento dimostra la validità dei canali di autofinanziamento e sussidiarietà attivati nel tempo per superare le lungaggini burocratiche. Nel corso dei mesi, infatti, i condomini avevano manifestato pubblicamente per richiedere sostegni contro l'aggravio fiscale delle utenze e avevano promosso, nel maggio 2023, una raccolta fondi straordinaria per coprire i costi di ristrutturazione. A tali sforzi si erano affiancate grandi iniziative di beneficenza del territorio.
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