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Riforma della caccia, le associazioni ambientaliste del Parco delle Gravine scrivono ai parlamentari ionici: «Fermate questo scempio»

a caccia nei boschi a caccia nei boschi

Il coordinamento provinciale per il Parco delle Gravine, sostenuto da Legambiente, Wwf Trulli e Gravine e Lipu, ha indirizzato una lettera aperta ai parlamentari ionici per chiedere il blocco del disegno di legge sulla caccia, in discussione al Senato.

Secondo i rappresentanti dei cittadini e delle sigle ambientaliste, il testo in votazione rappresenta un netto passo indietro per il Paese e si pone in aperto contrasto con le direttive comunitarie.

I promotori dell’appello evidenziano come la riforma ignori i richiami formali della Commissione europea e le condanne già inflitte all’Italia da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea per la violazione della direttiva uccelli. Il documento contesta duramente i punti cardine del provvedimento, a partire dal rilancio dei richiami vivi, definiti come una pratica che condanna i piccoli volatili migratori a una vita di segregazione in gabbie minuscole. L'opposizione riguarda inoltre l'eliminazione dei limiti temporali alla stagione venatoria e del parere tecnico vincolante dell'Ispra, una modifica che lascerebbe totale arbitrio alle Regioni e consentirebbe gli abbattimenti anche nei periodi di migrazione pre-riproduttiva.

Un ulteriore motivo di forte preoccupazione espresso dal Coordinamento è l’obbligo imposto alle Regioni di ridimensionare le aree protette, una misura in cui gli ambientalisti vedono il riflesso delle storiche pressioni esercitate dalle lobby dei cacciatori pugliesi, da decenni contrari al parco regionale della Terra delle gravine.

Nella lettera aperta, firmata da Marinella Marescotti, Preneste Anzolin, Valentino Valentini e Paola Lodeserto, si fa appello all’articolo 9 della Costituzione per richiamare il dovere di tutela dell’ambiente e della biodiversità. I firmatari si rivolgono direttamente agli esponenti della maggioranza e delle opposizioni, chiedendo un'azione decisa: «La Costituzione non è carta straccia. Fermate questa riforma prima che sia troppo tardi!».

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