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Per la processione dei Misteri ha riaperto la chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima Trinità - Massafra Chiesa della Santissima Trinità - Massafra © Vivi

Durante la processioni dei Misteri del Venerdì Santo molti massafresi sono stati particolarmente sorpresi dall'apertura della chiesa della Santissima Trinità.

Per molti, anche trai i più anziani, è stata la prima volta in cui hanno potuto ammirare l'interno della chiesetta che si affaccia su via Vittorio Veneto, la cosiddetta Strada Maggiore.

«La chiesa della Santissima Trinità - ci ha spiegato il socio dell'Archeogruppo Espedito Iacovelli di Massafra, l'ingegnere Angelo Notaristefano -, è una cappella del XVII secolo già di proprietà della famiglia nobiliare De Notaristefani; ora proprietà di mons. Cosimo Damiano Fonseca e sede della sezione dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme della diocesi di Castellaneta.

La chiesa venne realizzata da Vito Antonio di Notar Stefano, priore della chiesa collegiata di Massafra, Cavaliere dello Speron d'Oro e Conte del Sacro Palazzo nella seconda metà del seicento.

Sulla facciata della cappella, rifatta in stile gotico probabilmente nel secolo scorso, è murato lo stemma di famiglia dei De NotarStefano che deteneva lo juris patronatus.

L'interno della cappella  è costituito da una piccola navata a forma rettangolare con presbiterio ed altare in marmo, su cui vi è una tela raffigurante la SS. Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo rappresentato da una colomba) e la Vergine col Bambino tra San Vito con il cane al guinzaglio e Sant'Antonio di Padova con il giglio in mano. Sul margine inferiore sotto il cane è riportata l'iscrizione: S.M. De La Con Solatione (Santa Maria della Consolazione). Lo Iacovelli, nel suo libro Massafra nel sec. XVII, ci vede anche l'anno 1651.

In basso sul lato sinistro vi è un orante a mani giunte, presumibilmente è don Vito Antonio Notar Stefano, anche per via del fatto che i due santi rappresentati sono gli stessi di cui porta il nome. Inoltre sempre lo Iacovelli segnala che la famiglia De Notaristefani conserva il ritratto ad olio dello stesso, datato 1657, in cui si rivede una certa somiglianza.

Notaristefano/Notarstefano è un cognome tipico pugliese, in particolare della zona di Massafra e Mottola, deriva dall'espressione patronimica Notar Stefano e starebbe ad indicare una famiglia notarile il cui capostipite portava il nome di Stefano. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Massafra almeno dal 1500. Stessa origine hanno i cognomi Notarpietro, Notarnicola, Notarbartolo ecc.. e in genere tutti i cognomi compositi di una professione e un nome proprio. Un ramo benestante della famiglia si traferì a Taranto e poi a Napoli per abbracciare la vita di corte. Acquistarono il titolo nobiliare di Barone e il cognome, assumendo il “De” nobiliare, diventò De Notaristefani. Sul finire dell'ottocento con l'estinzione dei Petra, una parte della famiglia napoletana  ottenne per via materna i titoli di nei titoli di marchese di Caccavone e duca di Vastogirardi».

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