Gabriele Gravina da Castellaneta
© Felice Monopoli
Gabriele Gravina ha rassegnato ufficialmente le dimissioni da presidente della Figc nel corso della riunione tenutasi oggi a Roma nella sede della Federazione. L’annuncio, giunto al cospetto di tutte le componenti del sistema calcistico nazionale, dalla Lega Serie A fino all’Associazione calciatori, segna la fine di un’epoca e segue il fallimento sportivo della nazionale a Zenica, un risultato che ha precluso all’Italia la partecipazione al terzo Mondiale consecutivo.
Nel rimettere il mandato, il manager di Castellaneta, numero uno del pallone italiano, ha contestualmente fissato la data per il ritorno alle urne, stabilendo che le elezioni per il prossimo presidente federale si terranno il 22 giugno.
Il passo indietro di Gravina era atteso da giorni come un atto di responsabilità necessario per permettere una rifondazione totale dopo il disastro tecnico e d’immagine subìto in Bosnia ed Erzegovina. Durante il suo intervento davanti ai rappresentanti di Serie B, Lega Pro, Dilettanti e delle associazioni di allenatori e atleti, ha chiarito che rimarrà comunque in carica per garantire l’ordinaria amministrazione fino alla nomina del suo successore.
Gravina era approdato in Figc il 22 ottobre 2018. Eletto inizialmente per raccogliere l’eredità del commissariamento seguito alla mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, era stato confermato per un secondo mandato nel 2021 e, più recentemente, rieletto nel febbraio 2025. La sua presidenza, durata complessivamente circa sette anni e mezzo, ha vissuto il punto più alto con la vittoria dell’Europeo nel 2021, ma si è interrotta bruscamente davanti all'impossibilità di invertire la rotta nei grandi appuntamenti mondiali.
Oltre alla guida del calcio italiano, Gravina ricopre incarichi di grande prestigio internazionale, essendo dal 5 aprile 2023 vicepresidente della Uefa e membro del suo Comitato esecutivo dal 2021.
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