Ospedale San Pio
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Quando è giunta in ospedale, trasportata d’urgenza dagli operatori sanitari del 118 di Taranto, non c’era molto tempo per prendere una decisione: una giovane donna di origini indiane, in travaglio di parto alla 25esima settimana, rischiava di dare alla luce i suoi due gemelli addirittura in ambulanza e per questo i medici di Castellaneta hanno subito optato per il taglio cesareo d’urgenza, anziché disporre il suo trasferimento al «Santissima Annunziata» di Taranto.
Una corsa contro il tempo vinta grazie alla fermezza di chi ha scelto di non delegare: una storia di buona sanità che arriva dall’ospedale «San Pio», dove alle 10:30 di giovedì mattina sono nati prematuramente un maschietto e una femminuccia del peso di circa mezzo chilo.
L’equipe di «Ginecologia-Ostetricia» e quella di «Pediatria-Neonatologia» ieri mattina hanno lavorato senza sosta prima, durante e dopo il parto affinché l’intervento chirurgico e le delicatissime fasi successive alle due nascite potessero svolgersi in assoluta sicurezza per la mamma e per i due feti.
I due reparti, coordinati dai primari Nicola Del Gaudio e Iolanda Chinellato, e coadiuvati dal team professionale infermieristico dei reparti di appartenenza, hanno lavorato fianco a fianco per consentire ai due bimbi di venire alla luce e di essere successivamente rianimati. I medici hanno poi messo in atto tutti i protocolli sanitari, attivando il Servizio di trasporto d’emergenza neonatale: si tratta di ambulanze dotate di vere e proprie terapie intensive mobili con a bordo un'equipe specializzata e un’incubatrice da trasporto avanzata per garantire supporto vitale.
A sirene spiegate, due mezzi di soccorso sono giunti a Castellaneta dagli ospedali di Taranto e Lecce e così i due gemellini sono stati trasportati nella «Terapia intensiva neonatale» del Santissima Annunziata di Taranto, reparto in cui sono attualmente ricoverati in buone condizioni.
Sta bene anche la loro mamma, una giovane donna domiciliata a Marina di Ginosa. E mentre i due piccoli guerrieri continuano la loro battaglia nelle culle termiche del Santissima Annunziata, resta la consapevolezza di una macchina del soccorso, quella dell’ospedale di Castellaneta, che non ha fallito, trasformando una mattinata di estrema emergenza nel primo giorno di una nuova, doppia vita.
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