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Cinque anni senza Francesco Passeri: il volo interrotto di un ragazzo che inseguiva i sogni

Cinque anni senza Francesco Passeri: il volo interrotto di un ragazzo che inseguiva i sogni Cinque anni senza Francesco Passeri: il volo interrotto di un ragazzo che inseguiva i sogni

Sono trascorsi esattamente 5 anni da quel drammatico 20 luglio del 2021, una data rimasta impressa come una ferita aperta nel cuore di Castellaneta. Era un primo pomeriggio d’estate quando il Piper PA-28, un ultraleggero biposto decollato qualche ora prima dall'Aeroclub di Bari, precipitò tragicamente nelle campagne tra Savelletri e Capitolo, in contrada Coccaro.

A bordo, il destino non lasciò scampo al 33enne Francesco Passeri e a un giovane 28enne di Canosa di Puglia, spezzando in un istante due vite nel pieno della loro giovinezza e un viaggio che in serata avrebbe dovuto fare ritorno alla base.

La scomparsa di Francesco, per molti di noi Ciccio, ha lasciato un vuoto profondo, ma ha anche consegnato alla memoria collettiva l'immagine vivida di un ragazzo entusiasta, animato da una smisurata e contagiosa voglia di vivere. Ciccio non si limitava a svolgere il proprio lavoro con passione: continuava a guardare il mondo con la purezza e la capacità di sognare tipiche dei bambini.

Quel cielo che alla fine se l'è portato via era diventato il suo spazio nel mondo, il culmine di un percorso umano e professionale intenso, vissuto sempre a testa alta e con il cuore in prima linea. Prima il rigore e il coraggio come paracadutista militare nella Folgore, poi la disciplina e la tenacia sul ring come pugile, infine il coronamento di una vocazione autentica: la cloche di un velivolo per solcare quelle nuvole che tanto amava.

Chiunque abbia incrociato il suo cammino ne ricorda il garbo e la generosità d'animo. Francesco Passeri possedeva la rara dote di saper tessere relazioni umane profonde e sincere, unite a una straordinaria capacità di raccontare le proprie esperienze in maniera appassionante, riuscendo a trasmettere agli altri la stessa scintilla che lo guidava.

Eppure, nonostante i successi e i voli che lo portavano lontano, le sue radici rimanevano salde e profonde. In una vecchia intervista rilasciata a ViViCastellaneta, alla domanda su cosa significasse per lui la parola casa, rispose con una disarmante e poetica semplicità: «Significa la mia famiglia prima di tutto, poi i miei amici e tutto ciò che ho lasciato a Castellaneta».

Una dichiarazione d’amore verso la propria terra e i propri affetti, che oggi risuona più che mai nella mente di chi in vita gli ha voluto bene.

Stasera, a 5 anni esatti da quel tragico silenzio, Ciccio Passeri sarà ricordato con una santa messa celebrata alle 19:30 nella chiesa Santi Francesco e Chiara.

Sarà il momento del raccoglimento e della preghiera, ma soprattutto l'occasione per far volare ancora una volta, idealmente, quel ragazzo gentile che non ha mai smesso di guardare verso l'alto.

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