«CIAO A TUTTI, SONO CASTELLANETA E NON FACCIO EVENTI DA 30 GIORNI» | © n.c.Settembre. Il volto emaciato, le occhiaie pronunciate, l'andatura da zombie: Castellaneta è in crisi di astinenza.
Gli stravizi dell'estate sono ormai lontani, i palchi giacciono smontati nei magazzini, i fari sono spenti, i manifesti sono carta increspata e sbiadita ai muri, la musica è finita, i turisti se ne sono andati da un pezzo. È tempo di riprendersi.
Castellaneta ha esagerato davvero: si è strafatta di notti d'autore, ha sniffato far'nèdd, tirato fumo di salsiccia, polpi e purceduzz, ha sbarellato con la musica jazz, blues, classica, folk, d'autore e neomelodica, ha visto notti di tutti i colori grazie alle esalazioni degli zampironi (necessari perché, con le disinfestazioni, le zanzare nostrane si fanno lo shampoo), si è travestita da sceicco, cavaliere medievale, contradaiola, ha ballato invasata come un derviscio nell'anfiteatro. Tornare al grigiore dell'inverno, alla routine, sarà dura...
Ottobre. Castellaneta inizia la sua terapia di gruppo: deve disintossicarsi, anche un solo convegno potrebbe rigettarla nel baratro della dipendenza.
Castellaneta deve capire dove tutto è cominciato, trovare la radice del problema, individuare il vuoto che è stato colmato a botta di eventi spacciati da pusher senza scrupoli. Castellaneta deve capire se questo consumo bulimico di service audio serva a nascondere qualcosa di più grave. Colpa dei primi amministratori, troppo severi con lei? Colpa degli ultimi, troppo allegri? Colpa della crisi, dell'Europa, del prezzo del petrolio? Colpa del rimorso per non aver ancora partorito il Pug? Colpa del rimpianto per aver abbattuto gli alberi di piazza Municipio? Colpa dell'ansia da prestazione amministrativa (arriveremo a otto dirigenti, tranquilli...)? Colpa dell'accumulo compulsivo di pale eoliche? Colpa della fobia per i rifiuti differenziati? Colpa dell'incontinenza prodotta dall'assenza di bagni pubblici?
Novembre. «Ciao a tutti, sono Castellaneta e non faccio eventi da 30 giorni»: il volto è disteso, l'animo più leggero, il rischio ormai lontano.
Il paese non è più preda delle convulsioni, non ha più bisogno dei moduli Siae per placare la fame, ha anche smesso di sbirciare le serate organizzate nei comuni viciniori. Non passa più dall'eccesso di tre eventi al giorno al silenzio totale per quattro giorni. Castellaneta è una città libera dall'incubo di spettacoli, rassegne, appuntamenti, concerti, incontri con l'autore, cammina a testa alta orgogliosa dell'equilibrio ritrovato. Castellaneta è tornata ad essere un paese tranquillo!
Dicembre. Riparte la stagione di prosa...
Francesco Tanzarella
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