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Centro Diurno a Mottola, l'allarme di Avs: «Il sabato non si tocchi»

Centro diurno di Mottola Centro diurno di Mottola

Il servizio di assistenza per i ragazzi disabili nel comune di Mottola rischia un ridimensionamento che ne cancellerebbe l'operatività nella giornata del sabato. L'allarme giunge attraverso una nota ufficiale della sezione locale di Alleanza Verdi Sinistra, firmata dal segretario Antonio Greco, la quale evidenzia come la possibile riduzione dell'orario di apertura rappresenterebbe una violazione delle attuali normative regionali in materia di assistenza socio-sanitaria.

Secondo quanto riportato dalla compagine politica, l'eventuale chiusura prefestiva della struttura andrebbe a collidere con il Regolamento Regionale 5/2019. Tale norma stabilisce in modo inequivocabile che ai soggetti non autosufficienti debba essere garantita l'erogazione dei servizi per almeno 8 ore al giorno e per un totale di 6 giorni su sette. «Operare su 5 giorni significherebbe non rispettare quanto previsto dal Regolamento Regionale» sottolinea Greco, aggiungendo che una simile decisione comporterebbe molteplici ricadute negative sia sulla continuità assistenziale degli utenti sia sulla gestione quotidiana dei loro nuclei familiari.

I centri diurni rappresentano un presidio fondamentale per il territorio, avvalendosi di personale specializzato per favorire l'inserimento e la socializzazione delle persone con disabilità. Per questa ragione, la delegazione di Avs Mottola ha indirizzato un appello alle autorità competenti affinché venga assicurata la frequenza del sabato a tutti i beneficiari del servizio. Sebbene la questione appaia di pertinenza dell'Area Socio-Sanitaria della Asl, il segretario dei verdi e della sinistra ribadisce la necessità di una valutazione attenta sugli impatti sociali del provvedimento: «Chiediamo di valutare attentamente gli impatti che questo provvedimento determinerebbe per non penalizzare ulteriormente le famiglie e le persone più fragili».

La riduzione dell'assistenza, stando alla denuncia, non sarebbe dunque solo un problema di natura burocratica o contrattuale, ma un pesante aggravio per le famiglie che si vedrebbero improvvisamente private di un supporto essenziale. In attesa di chiarimenti ufficiali sulle motivazioni che potrebbero portare a questa eventualità, la richiesta politica rimane quella di un fermo rispetto della continuità del servizio, definita come un diritto legittimo per tutti gli utenti coinvolti.

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