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A Napoli si discute di A.I. e agricoltura con il libro di Fabio Crudele

Da sinistra: Fabio Crudele e Mario Braga Da sinistra: Fabio Crudele e Mario Braga

Nel corso dei lavori del Congresso nazionale dei periti agrari, in programma a Napoli il 10 e 11 ottobre, il giornalista Simone Martarello, curatore per Edagricole di approfondimenti su economia agraria e innovazione tecnologica, ha richiamato il volume del massafrese Fabio Crudele «Il lato oscuro delle intelligenze artificiali» come punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra tecnologie emergenti e filiere agroalimentari.

Le sessioni pomeridiane di venerdì 10 ottobre, dedicate ai temi «Clima, tecnologia, A.I., innovazione» e alla futura PAC 2028–2034, hanno fornito l’occasione per un confronto sul ruolo delle intelligenze artificiali nella professione peritale.

Martarello, giornalista del gruppo Edagricole (cui fanno capo testate specialistiche come Terra e Vita e Informatore Zootecnico), ha guidato il dibattito sottolineando l’esigenza di trasparenza e responsabilità nell’uso dell’A.I.: «Serve rendere l’intelligenza artificiale un alleato misurabile nelle decisioni tecniche, evitando derive di opacità algoritmica e scorciatoie che distorcano valutazioni e tracciabilità».

Nel dialogo con Corrado Costa, ricercatore del CREA-IT (Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), sono stati messi in relazione i temi del libro con le attività di ricerca applicata del centro, in particolare su biosistemi, processi di trasformazione e gestione sostenibile delle filiere.

Costa ha illustrato esempi concreti in cui A.I., sensoristica e telerilevamento supportano il fenotyping in campo, il controllo qualità e l’analisi decisionale, a condizione che i sistemi si basino su dataset verificabili e protocolli di validazione.

Il libro di Crudele è stato così utilizzato come stimolo culturale per il dibattito tecnico, con tre punti centrali di confronto: la trasparenza algoritmica nelle perizie e certificazioni di filiera; la qualità e provenienza dei dati, con attenzione ai bias e alle variabili ambientali; il ruolo del perito agrario, che resta decisivo nel garantire verificabilità, deontologia e valore umano nelle decisioni assistite dall’A.I.

Il congresso, dal titolo «Innovare per creare valore», ha riunito a Napoli ricercatori, professionisti e rappresentanti istituzionali per discutere di sostenibilità, formazione continua e innovazione tecnologica. Dopo il cambio di sede ufficiale, i lavori si sono svolti nella sala congressi del Ramada by Wyndham Naples, confermando il taglio operativo dell’assise e la scelta di moderatori con comprovata esperienza nel settore, come Martarello.

L’intervento ha evidenziato come il libro «Il lato oscuro delle intelligenze artificiali» di Fabio Crudele possa agire da catalizzatore culturale per la categoria dei periti agrari, invitando a coniugare innovazione e responsabilità professionale.

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